I 3 laghi della Val di Non

28.08.2024

Ci sono luoghi che non hanno bisogno di grandi presentazioni: ti accolgono con il silenzio, con l'acqua che riflette il cielo e con un paesaggio che sembra disegnato per farti rallentare. I laghi della Val di Non sono così: piccoli mondi sospesi, diversi tra loro ma legati da una stessa armonia. 


Il Lago di Coredo è il primo incontro, quasi timido, come un amico che ti invita a sederti e ad ascoltare. Non è grande, non cerca di stupire con effetti scenografici, ma con la sua semplicità conquista. Attorno al lago il bosco si stringe come un abbraccio, e ogni passo sul sentiero che lo circonda regala la sensazione di entrare in una fiaba. Ci si immagina facilmente di vivere una mattina lenta, con la luce che filtra tra gli alberi, una coperta stesa sull'erba e un libro lasciato aperto al vento. Qui la vita scorre piano, e tutto sembra trovare il proprio ritmo naturale.

Pochi passi più in là, quasi come se fossero fratelli inseparabili, ecco il Lago di Tavon. Se Coredo è intimità, Tavon è respiro. Si apre più ampio, con un orizzonte che lascia spazio allo sguardo. Il cielo sembra specchiarsi con più coraggio nelle sue acque, e i prati che lo circondano diventano luoghi perfetti per una sosta lunga, di quelle che non vuoi interrompere. È un lago che invita a camminare senza meta, a fermarsi ogni tanto per osservare come la luce cambia le sfumature dell'acqua, o semplicemente per sentire l'aria fresca sul viso. E mentre lo si percorre, ci si accorge che la bellezza non sta nel raggiungere un punto preciso, ma nel lasciarsi guidare dal paesaggio.

Ci sono momenti, lungo le sponde di questi laghi, in cui lo sguardo non resta fermo solo sull'acqua o sul paesaggio. Basta un fruscio tra i rami per accorgersi che anche la fauna partecipa a questo equilibrio. Tra le canne si muovono silenziosi gli aironi, che si alzano in volo con eleganza quando ci si avvicina troppo; le anatre scivolano leggere sulla superficie, lasciando dietro di sé scie sottili; mentre scoiattoli curiosi attraversano i sentieri, rapidi come ombre. È la vita quotidiana del lago, discreta ma costante, che accompagna il passo di chi lo esplora e aggiunge un tocco autentico all'esperienza. 



E poi c'è il Lago di Santa Giustina, che rompe ogni equilibrio e ribalta le aspettative. Non ha la dolcezza di Coredo né la serenità di Tavon: ha invece la forza della sorpresa. Le sue acque si insinuano tra gole profonde, canyon nascosti, pareti che raccontano una storia geologica fatta di tempo e pazienza. È un lago artificiale, sì, ma davanti al suo scenario ci si dimentica facilmente di questa origine: l'impressione è di trovarsi di fronte a una natura ribelle, che non smette di stupire. Avventurarsi in kayak tra le sue gole è come entrare in un mondo segreto, dove il silenzio è rotto solo dal rumore del remo che sfiora l'acqua. È il lato selvaggio della Val di Non, quello che ti lascia addosso un senso di scoperta e di libertà.

Tre laghi, tre anime diverse. Passeggiare lungo le loro sponde è come cambiare capitolo di un libro: dal raccoglimento intimo al respiro ampio, fino allo stupore delle gole. Insieme raccontano una valle che sa essere dolce e aspra allo stesso tempo, accogliente e selvaggia, ma sempre capace di restare impressa nei ricordi di chi la attraversa.



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